• Annalisa e Océane

    Ricordo le sue mani, il modo in cui si avvicinavano e stringevano le mie…ad ogni contrazione, ad ogni onda.
    Ricordo la sua voce, il modo in cui accompagnava la mia mentre lasciavo che il mio corpo venisse trasportato, attraverso quella melodia verso l’apertura e la nuova me, la mia bambina.
    Ricordo che, anche a occhi chiusi, avvertivo se Roberta si allontanava da me.
    Ricordo che nei momenti di sconforto e fatica le sue parole divenivano per me veicolo potente di antiche energie e nuove vibrazioni che mi facevano abbandonare e fluire con meno paura.
    Aver scelto di essere accompagnata da Roberta in questo viaggio, dalla gravidanza al puerperio è stato un atto di protezione e amore, verso il mio ventre, la mia anima e quella della creatura che portavo nel grembo e ora dorme fra le mie braccia.
    Silenziosa, ma sempre presente. Colma di saperi, ma che condivide con preziosa e saggia umiltà e delicatezza…ha saputo farmi sfiorare la sensazione, vivida e pulsante, che ancora al mondo, io posso fidarmi e lasciarmi andare a qualcuno.
    Ha saputo farmi sentire amata per quella che sono senza bisogno di sembrare migliore. Le sue mani hanno avvolto le mie nel momento più importante e intenso della mia vita e lo fanno ora che attraverso un momento difficoltoso legato all'allattamento. Roberta è stata l'unica a non abbandonarmi quando dicevo che avevo troppo male e qualcosa secondo me non andava.
    E’ stata l’unica ad ascoltarmi davvero e a non concludere con uno sbrigativo “ Su su fa male certo, lo sappiamo tutte. Faceva male anche a me”. Roberta si piazzava al mio fianco, osservava me e la mia bimba unirci per nutrirci, osservava con leggera presenza e ha saputo magistralmente unire il suo sapere tecnico legato alla suzione alla sua capacità di parlare alla parte più profonda di ognuno di noi. Lentamente, insieme, abbiamo sperimentato ogni forma e strumento possible che mi permettesse di allattare la mia piccola. Roberta non mi ha lasciato sola e, sole, lo si è eccome dopo aver partorito.

  • Cristal e Ambra

    Eccomi qui a riaprire ancora una volta il libro DIVENTARE MAMMA dopo quattro anni e sfogliarlo come se fosse la prima volta, però questa volta non sarò impreparata, non sarò sola e non resterò impaurita di fronte a mille dubbi. Ho trovato una nuova chiave di lettura, ho trovato la traduzione per le parti difficili, ho trovato l'indice che mi guida in questa difficile lettura.

    Si, perché ora sono a un buon punto ma solo grazie a te. Mi hai guidata nelle prime pagine di questa nuova esperienza, mi hai ricordato dove dovevo leggere e dov'era meglio abbandonare la lettura, mi hai guidata pagina dopo pagina nei miei dubbi e nelle mie paure, mi hai fatto sentire capace di poter continuare questo libro, mi hai fatto sentire forte anche quando nessuno credeva in me. C'è l'ho fatta, c'è l'abbiamo fatta insieme, ho superato il capitolo più difficile raggiungendo tanti traguardi. Le pagine delle volte sembravano lunghe e pesanti, difficili e incomprensibili ma bastava un tuo sguardo una tua parola che tornavo a leggere come un bimbo la sua fiaba preferita.

    Il capitolo per me più duro era quello dell'allattamento... La prima volta non lo finii ma questa volta ero pronta e sapevo che con te al mio fianco avrei terminato anche queste pagine.... E così è stato, fiera di esserci riuscita! GRAZIE DI CUORE PER ESSERCI SEMPRE STATA E AVERMI SEMPRE SOSTENUTO... tutti dovrebbero avere la possibilità di essere sostenuti in questa meravigliosa lettura del DIVENTARE MAMMA, perché spesso e volentieri si trovano ostacoli ma poi sempre grandi soddisfazioni e gioie.

    Grazie per essere stata la mia chiave di lettura, il mio indice, il mio segnalibro! Grazie Roberta!

  • Arianna, Emma e Martina

    Emma è nata l’otto agosto duemila unici, in una giornata d’estate di sole, acqua, grandine. Accanto a me molte persone…le più importanti.

    Per scelta il mio primo parto non è stato un avvenimento intimo e privato, ma l’ho voluto vivere come una gioia immensa da condividere.

    Una, fra tutte le persone che mi hanno accompagnato, è stata Roberta la mia doula, che per prima ha potuto vedere che era proprio lei, Emma ad affacciarsi alla vita(visto che non avevamo voluto sapere il sesso).

    Ancora oggi dopo quasi venti mesi dalla nascita, riesco a sentire le parole di Robi, le sue emozioni, le sue mani, i suoi sguardi che mi infondevano coraggio proprio quando pensavo di non farcela più e ormai stavo “gettando la spugna”. Provo a pensare a come e al perché per me Roberta sia stata fondamentale durante e dopo la nascita di Emma e non è semplice trovare le parole per descriverlo e spiegarlo, ma dopo averla avuta con me credo che ogni futura madre debba avere accanto a sé, in un momento così delicato ed inteso della propria vita, una persona che la faccia sentire al sicuro e protetta. Una persona che ti conduca con dolcezza, naturalezza e determinazione alla scoperta della potenza che appartiene ad ogni Donna. Ogni Donna ha il diritto di vivere il parto come un evento bello, inteso, come un atto d’amore e di scoperta di se stessi e di una nuova vita e soprattutto di ricordarlo come tale. Ringrazio Roberta per questo e per tanto altro ancora.

  • Elizabeth e Julia

    I can not imagine going through my pregnancy and looking forward to the birth and post-partum period without my doula, Roberta. Being a foreigner, I was unsure how to navigate the birthing process here in Italy, but she has held my hand every step of the way. Roberta thoroughly explained to me the various options for prenatal care and delivery available, taking the time to answer my many questions via subsequent meetings, phone calls and emails. She set up appointments with the practitioners I was interested in meeting and then personally accompanied me on these meetings. Having already spent a significant amount of time learning what I wanted from my birth experience, she was able to help me interview the various practitioners, asking pertinent questions when they slipped my mind. Throughout this process she has become a friend, and I feel I can contact her with any concern or doubt. I feel prepared to face the challenges of labour, delivery and nursing thanks to our many conversations and first hand demonstrations. I know that she will be a calming presence during the labour and feel safe just knowing she will be there.

    Non posso immaginare la mia gravidanza, il momento del travaglio/parto e il post parto senza la mia doula Roberta.
    Sono straniera e non sapevo bene come affrontare questo periodo dell’attesa qui in Italia ma la mia doula mi ha tenuto per mano passo passo. Roberta mi ha spiegato in dettaglio e in profondità le varie opzioni disponibili di assistenza prenatale e assistenza al parto trovando sempre il tempo per rispondere alle mie tante domande nei nostri incontri, al telefono e via e-mail.
    Ha fissato gli appuntamenti con i vari professionisti sanitari che ero interessata ad incontrare e mi ha accompagnata personalmente.
    Sapendo cosa volevo dalla mia esperienza di parto mi è stata di aiuto a porre le domande giuste ai vari professionisti quando queste non arrivavano alla mia mente.
    Attraverso questo processo è diventata un’amica ed io sento che posso chiamarla per qualsiasi dubbio o preoccupazione.
    Mi sento preparata ad affrontare i delicati momenti del travaglio, della nascita e dell’allattamento grazie a tutte le nostre conversazioni e alle nostre “prove pratiche”.
    So che sarà una presenza tranquillizzante durante il travaglio e mi sento al sicuro sapendo che sarà lì con me.

  • G e T





    Domani ci vediamo, che bello!è sempre un piacere vederti. Voglio dirti ancora una volta quanto sia stato importante per noi che tu ci fossi vicino il giorno del parto, e ringraziarti ancora per avermi chiamata quella mattina trasmettendomi affetto e sostegno nel percorso che mi avrebbe poi portato a far si che partorissi a casa , nonché per la tua immediata disponibilità ad accompagnarmi. Quello che hai fatto per me è impagabile, sei stata parte insostituibile nella realizzazione della pace con la nascita di cui avevo tanto bisogno.

  • Gilda e River

    Ci sono persone speciali, con un'energia fuori dal comune, persone che quando entrano in una stanza ne cambiano l'atmosfera, la riscaldano immediatamente, persone che ti fanno sentire a tuo agio fin dal primo attimo, questa per me è Roberta.
    La maternità, la nascita, la gravidanza, il puerperio sono momenti assolutamente magici, meravigliosi, potenti, ma possono anche essere molto destabilizzanti, ci mettono a nudo di fronte alle nostre fragilità, e a volte aprono vecchie ferite non rimarginate. Si mescolano momenti di amore e gioia allo stato più puro a momenti molto delicati, di grande difficoltà fisica e interiore. Per me Roberta è stata la donna che mi ha accompagnata, ascoltata e sorretta senza mai giudicarmi, con amore, pazienza, garbo e delicatezza, sempre con il suo meraviglioso sorriso. Il suo arrivare in casa era per me un momento sempre molto atteso e di grande sollievo, non tanto fisico, quanto più interiore. Mi sono sentita amata e accompagnata nel mio percorso di crescita come madre e come donna. Roberta ha un posto speciale nel mio cuore, tutte le donne dovrebbero concedersi la fortuna di avere accanto, in questi momenti femminili così preziosi, una persona come Roberta che le accompagni.

  • Anastasia e Zarina

    Roberta mi è stata regalata dall’Universo nel momento in cui ne avevo più bisogno, all’ottavo mese della mia seconda gravidanza. Dopo aver passato la prima gravidanza e parto nell’inconsapevolezza, drammi famigliari e violenza che qui in Italia chiamiamo “assistenza medica”, sono andata avanti mesi e mesi a cercare di combattere la depressione e a rielaborare l’accaduto, rielaborare il mio cesareo innecessario. Rovistando tra le pagine web in cerca delle risposte scopro la figura della doula. Subito decido di fare la formazione per diventare doula anche io. Non voglio che altre donne subiscano quello che ho passato io. Voglio aiutarle. Il percorso per diventare doula è un toccasana per me: comincio a capire… imparo a perdonare… imparo a perdonarmi…
    Passa solo un anno e mezzo dalla nascita della mia prima bambina quando la seconda inizia a bussare insistentemente alla porta. La facciamo entrare. Questa volta, decido, parto in casa, naturale, niente ospedale, non permetterò altra violenza né su di me né sulla mia bambina! Purtroppo non trovo un’ostetrica disposta ad assistere un parto in casa dopo un cesareo. Sono costretta a rivalutare il tutto e a rassegnarmi all’opzione ospedale. Ne trovo uno in zona che permette il VBAC. Ritornare a farmi visitare in un ambulatorio ospedaliero fa risalire a galla ricordi, riapre ferite che fanno male. Ho paura, sono paralizzata. Al pensiero di dover ritornare ad affidare me stessa e la mia bambina nelle mani del personale medico mi terrorizza. Mio marito mi comprende ed è disposto a sostenermi qualunque decisione io prenda. Dio benedica quest’uomo! Ma è pur sempre un uomo. Sento di aver bisogno di una donna al mio fianco, di cui mi possa fidare e che mi sostenga. Il parto è una cosa di donne. Nessuna tra le persone che conosco è all’altezza di questo compito. Comincio a desiderare di scappare in un bosco e partorire la mia bambina da sola. Piuttosto moriamo tutte e due, ma in quel posto (ospedale) non ci ritorno mai più! L’ansia comincia ad essere insopportabile. Mi rivolgo ad una psicologa “specializzata nel percorso nascita”. Dopo 2 sessioni con lei sto ancora peggio. Scappo a gambe levate! Ed ecco che, all’apice della mia disperazione, quando ormai sono a rischio di esaurimento, arriva Roberta.
    La incontro per caso ad una conferenza di Robin Lim. Sento un’attrazione viscerale per lei. Nessun dubbio. Appena scopro che è una doula, mi avvicino e le chiedo se mi può accompagnare. Come un angelo custode, Roberta mi ha accompagnata ovunque con tanto amore e dedizione che tutto quello che poco prima mi faceva paura e sembrava inaffrontabile aveva perso il suo aspetto terrorizzante e si era ridimensionato in un attimo. Era sufficiente la sua presenza per farmi sentire forte e indistruttibile. Se qualcuno avesse osato farmi del male, mi avrebbe difeso. Se fossi caduta in balia alle mie turbe psichiche interiori mi avrebbe contenuta e sarebbe riuscita a tirarmi fuori dall’Inferno emozionale in cui cadevo spesso e volentieri in preda agli ormoni che viaggiavano, prepotenti, nel mio corpo. Questa era una certezza ferrea in me. Alle mie spalle c’era Roberta. Ora potevo rivendicare il rispetto nei miei confronti. Potevo entrare in ospedale a testa alta, non più come vittima, ma come la protagonista del mio parto. Ero finalmente presa in considerazione. Ed ecco che davanti ai miei occhi hanno cominciato a succedere piccoli grandi miracoli. Non riconoscevo più me stessa. Ero oltre termine e abbiamo fatto un tentativo di induzione (voluto da me e vissuto serenamente). Il travaglio non partiva e quindi siamo passati al cesareo. Un cesareo felice, consapevole, tranquillo, emozionante, con mio marito al mio fianco in sala operatoria. Non avrei mai pensato che avrei potuto sentirmi così al sicuro in una sala operatoria. I medici attorno a me non erano più dei macellai insensibili, ma erano lì al mio servizio. Ho guidato io tutto il processo. Ho cantato alla mia bambina e le ho spiegato cosa stava per succedere. L’anestesista ad un certo punto mi si avvicina: :”C’è qualcos’altro che ci vorresti chiedere? Fai pure, chiedi!” . In quel momento mi si è sciolto il cuore… “Dicci tu quando siete pronte e possiamo iniziare, ok?” E ho sentito definitivamente le redini in mano. Ok, partiamo, sono pronta! La nostra meravigliosa bambina, nata di 4,450 kg e con un bel apgar 10, non ha nemmeno pianto appena uscita dalla mia pancia. Era stata preparata da me. Ero tranquilla io ed era tranquilla lei. E’ stata subito passata in braccio al papà a ciucciarsi il suo mignolo, senza essere lavata, come avevamo chiesto. Dieci minuti dopo eravamo già riuniti tutti insieme, io, mio marito, la bambina e Roberta, con la sua amorevole presenza. Quante volte è dovuta scendere insieme a me negli inferi della mia sofferenza emotiva (ho tanta eredità psicogeneologica da pulire. Ma tanta tanta!) e rimaneva lì, con me, accogliendomi con tutto quello che manifestavo, aiutandomi così ad accogliere ed accettare me stessa.
    Nella medicina tradizionale cinese si insegna che per una donna il parto e i 40 giorni dopo sono un Periodo d’Oro. Si chiama così perché è un’epoca particolarmente preziosa e delicata. Nel fisico e nella psiche della donna avviene una tale apertura; si apre come una finestra di possibilità per agire su vari disturbi, malattie o conflitti sia a livello fisico che psichico. Con atteggiamenti e trattamenti corretti in questa particolare fase di vita la donna può addirittura guarire da malattie e disturbi cronici. Se invece non si sta attenti può succedere che la donna si ammali ancora di più.
    Durante il mio Periodo d’Oro insieme a Roberta abbiamo curato e guarito tantissime mie ferite!
    Grazie Roberta!
    E grazie a chi ti ha mandato da me!